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UNA NUOVA IMPRESA? WOOD DEMON

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Cosa vuol dire fare impresa oggi? Come nasce qualcosa da zero? E’ possibile che nel 2014 esistano nuove idee che hanno un mercato anche senza essere start up tecnologiche?

Wood Demon è una di queste e un video (clicca qui) dà un assaggio dell’idea e della filosofia che ci stanno dietro.

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REINVENTA TE STESSO

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L’uomo sopravvive perchè sa cambiare, ad ogni età, seppur con intensità differenti.

E il cambiamento non nasce dalla riflessione pensosa e teorica, nasce dall’incontro col mondo lì fuori, con il dialogo, con la lettura, con la visione di luoghi nuovi, persone nuove, pensieri nuovi.

Sembra quasi che il cambiamento nasca dal cambiamento, un gioco di azione e reazione.

E questa storia ne è l’ennesima prova.

Buon cambiamento a chi non sta bene!

 

 

NON VOLTARTI INDIETRO

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Sento storie di giovani che vanno all’estero e disegnano con soddisfazione una loro strada professionale e affettiva (matrimonio, casa, lavoro a tempo indeterminato, buon guadagno…) e poi, alla nascita di un figlio pensano di ritornare in Italia per dare al figlio “tutto quello che ho avuto io”. Argomento delicato, delicatissimo, ma mi chiedo se ha veramente senso questa inversione di rotta. E se quello che si è avuto in gioventù, da cui comunque si è scappati, sia davvero il meglio da offrire ad un figlio. Comprendo quelli che sono tornati in Italia a seguito di esperienze negative all’estero, ma chi ha avuto un’esperienza positiva, perchè si volta indietro? Scegliere l’instabilità, l’incertezza, le difficoltà, l’immobilismo per un presunto benessere, un amarcord dei propri ricordi, è davvero un’opzioni valida per il benessere del proprio figlio, della famiglia e di se stessi? Spingersi più in là, scoprire nuovi paesi non solo per turismo giovanile ma per cercare un luogo migliore per sè e per i propri cari, è una scelta di vera maturità.
 
Il benessere non è soltanto misurabile in termini di guadagno come negli anni 80-90, il benessere è la qualità della vita, reale, tangibile, diffusa.
Il benessere passa per i servizi e le strutture che un luogo offre, l’attenzione ai cittadini, soprattutto bambini, anziani e coppie giovani, si misura con i progetti sociali e culturali, con l’attenzione per l’ambiente e la meritocrazia sul posto di lavoro. Tutto questo è ben-essere e ben-vivere, tutto questo sono valori e concetti preziosi a cui noi tutti dovremmo aspirare, cercare, afferrare, fare nostri e non voltarci indietro.
Torneresti in una situazione arretrata? E perchè mettere tuo figlio nelle stesse condizioni?

UN LAVORO BELLO O UN LAVORO UTILE?

calcoli...

calcoli!

Oggi è il primo giorno della maturità 2013, tanta ansia e tanta concentrazione, paure, speranze, notti a studiare e Venditti che aleggia nell’aria da giorni come un classico refrain nazionale. In bocca al lupo a tutti gli studenti ovviamente, ma con un occhio al domani, sempre. Perchè l’esame di maturità passa ma la chiarezza sul futuro è qualcosa che non avviene in un solo giorno o in una settimana, è una prova di maturità che si sostiene giorno dopo giorno.

Quindi come scegliere per il proprio futuro?

Le persone esprimono ammirazione per un lavoro affascinante, altruista, particolare, fuori dal comune, esotico, sognante. Però pagano per un lavoro che non vorrebbero fare o per un problema che non sanno risolvere.

Nel mondo del lavoro, quando si cerca un collaboratore o si richiede un servizio ad un professionista, si cerca sempre di ottenere o un guadagno (di soldi, di tempo, di divertimento, di benessere,…) o un risparmio (di soldi, di tempo, di fatica, di stress, di problemi,…).

Nella prospettiva che stai per prendere, nei passi che stai muovendo, tra studio e lavoro, quale bisogno ti prepari a soddisfare?

A CIASCUNO LA SUA SODDISFAZIONE

Quando un ragazzo mi dice che non sa cosa fare da grande mi inizia a parlare subito della sua indecisione universitaria: faccio medicina o giurisprudenza? Psicologia o lettere? Ma questo non vuol dire nulla e se partiamo da qui non arriviamo da nessuna parte.

Uno dei primi punti da sviluppare è capire quale ruolo vuoi avere in quello che farai. Quando dico questo molti mi guardano perplessi pensando “come faccio a sapere che ruolo voglio avere se non so nemmeno quale università fare?” Partiamo da un concetto base: ognuno trova la sua soddisfazione indipendentemente dai soldi che guadagnerà, dal prestigio e dalla notorietà. La propria soddisfazione sta prima di tutto in quello che fai e ti da piacere. Facciamo un esempio facile: l’operaio che produce un oggetto è soddisfatto se fa bene il suo lavoro e se l’oggetto viene bene, così come l’imprenditore che guida la stessa azienda è soddisfatto se le varie parti aziendali funzionano senza intoppi e la gente compra i prodotti. La soddisfazione di chi vende invece sta proprio nell’atto di vendere, mentre di chi ha progettato il prodotto sta nell’idearlo. Tu in quale di questi ruoli ti sentiresti soddisfatto? Magari stai pensando ad altro, stai pensando ad aiutare le persone ad esempio: medico? Psicologo? Dentista? Fisioterapista? Tutti mestieri piuttosto diversi e non è vero che uno vale l’altro. Ognuno ha la sua soddisfazione e non è vero che uno baratterebbe il proprio posto con l’altro solo perché guadagna di più o ha più prestigio, perché vorrebbe dire fare un mestiere che non ci piace solo per la possibilità di avere più soldi, forse. E’ un ragionamento che non regge e durante l’università o nei primi anni di lavoro te ne accorgi. Quello che è appassionato del proprio mestiere e del proprio ruolo si eleva e ha successo, gli altri restano al palo pensando a quando hanno creduto che vivere la vita di un altro sarebbe stato facile.

Quindi, qual è la tua soddisfazione? Che ruolo vuoi avere in questo grande ingranaggio?

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