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UNA NUOVA IMPRESA? WOOD DEMON

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Cosa vuol dire fare impresa oggi? Come nasce qualcosa da zero? E’ possibile che nel 2014 esistano nuove idee che hanno un mercato anche senza essere start up tecnologiche?

Wood Demon è una di queste e un video (clicca qui) dà un assaggio dell’idea e della filosofia che ci stanno dietro.

MIKA E IL SEGRETO DEL SUCCESSO

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Ieri sera zapping televisivo, mi fermo su le Invesioni Barbariche della Bignardi e c’è Mika come ospite. Parte l’intervista della conduttrice e arriva un altro grande ospite, illustre italiano nel mondo, l’ottantasettenne Dario Fo.

Mika è visibilmente commosso, Fo felicissimo di incontrare questo giovane artista. L’intervista diventa un dialogo a tre.

Non so che cosa pensiate di Mika o di Dario Fo, sono indubbiamente due artisti riconosciuti, due persone che dall’ottica di noi spettatori sono lontani anni luce e invece scopri che l’uno si interessa dell’altro. Fo conosce le canzoni di Mika e Mika conosce e ha STUDIATO per 15 ANNI il lavoro di Fo.

Ecco, quando si pensa al segreto del successo c’è una parola che non viene mai menzionata, forse perchè così poco interessante o evocativa, ma assolutamente concreta: STUDIO. Mika ha talento, innegabile, ha un suo stile e un sua riconoscibilità eppure studia, studia studia studia altri artisti, lontanissimi da lui, perfino come linguaggio. E studia uno come Dario Fo.

Quanti dei grandi artisti italiani studiano il lavoro di uno come Dario Fo? Se penso al recente passato, noi italiani ci siamo distinti più per aver deriso Dario Fo che per averne compreso la valenza artistica. Che vergogna. Poi arriva uno come Mika e ci ricorda quanto è importante il nostro Made in Italy (sì, anche in campo artistico), quanto è ovvio continuare a studiare, anche se si è ormai affermati, quanto sia importante cercare ispirazione fuori dal proprio orticello. Non ci meravigliamo se poi ammiriamo gli stranieri.

RESPONSABILITA’

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Pochi tratteranno questo tema parlando di orientamento e soprattutto pochi sono gli strumenti a disposizione dei ragazzi per imparare a prendersi responsabilità. E non sto parlando di responsabilità nei confronti di persone, animali od oggetti (questo è il tipo di responsabilità di cui parlano sempre i genitori, no?). Sto parlando di responsabilità di un progetto, una sfida, un risultato da raggiungere. E poi la responsabilità più grande: di fallire o riuscire. Perchè parlo di questo? Perchè il mondo del lavoro è sempre più diviso tra chi si prende la responsabilità e chi no. Da ragazzi non ci si pensa eppure quelli che vediamo arrivare in alto sono quelli che si prendono le responsabilità: 1, 10, 1000, sono quelli che alzano l’asticella sempre un po’ più in alto, quelli che raccolgono le sfide perchè sanno che in cima alla montagna c’è la ricompensa al loro sforzo. E’ la differenza che passa tra guadagnare il minimo per un’ora di lavoro e guadagnare cifre elevate per la stessa ora. A parità di formazione!

Oggi abbiamo tanti laureati, è vero, come è vero che la laurea non da un lavoro e non ci garantisce, quando lavoriamo, avanzamenti automatici. Solo prendendoci responsabilità possiamo crescere. Meglio quindi iniziare il prima possibile a metterci la faccia per qualcosa. Una responsabilità, un obiettivo concreto, misurabile, non un semplice ideale. Sarà uno degli investimenti migliori per il futuro.

QUANTO SEI INTRAPRENDENTE?

INTRAPRENDENZA

Crea le “condizioni per”…. qualcuno se ne accorgerà!

SCACCO IN TRE MOSSE

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scacco in tre mosse

Ogni mattina è una nuova partenza, una nuova sfida con te stesso prima di tutto, e non puoi perderla questa gara. Puoi bluffare con tutti, ma poi quando ti guardi allo specchio e ti fai quella domanda “ma ho fatto tutto quanto avrei dovuto fare per me?”.  Ecco in quel momento non puoi prenderti in giro da solo.

E la prima mattina della settimana è la sfida più grande, perché hai davanti a te giorni di duro lavoro.

Lo sai cos’è il duro lavoro? Quella cosa che viene subito dopo esserti stancato per il duro lavoro fatto.

Il punto è che il gioco funziona così: non si molla mai e se lo fai bene arrivi dove vuoi.

Tre mosse, tre atteggiamenti per portarti subito sulla strada giusta, la tua, quella che hai sempre sognato.

1 Sii te stesso e cerca di esserlo meglio che puoi. Se vuoi essere qualcuno questa…

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CREATIVITA’

UN APPROCCIO VINCENTE

Quando da giovani ci troviamo sul posto di lavoro spesso tendiamo a viverlo in maniera ideologica, di contrapposizione con gli altri, spesso con il datore di lavoro o colleghi più grandi, avvertiamo la sensazione di grigiore, bruttura. Una diffidenza che nasce dalla paura per il nuovo ambiente, paura che può dare frutti negativi anche a lungo termine.

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Un approccio efficace nei confronti dei superiori invece dovrebbe essere di questo tipo: “dimmi cosa c’è da fare, dimmi qual’è il risultato che vuoi da me, dimmi cosa vuoi in più da me” e poi a fine giornata tornare dal datore di lavoro e dire “facciamo due parole: su quello che ci siamo detti stamattina come ti sembra sia andata? posso fare meglio?”. Sembra fantasia, sembra assurdo no? Ma ci avete mai provate? E’ fantasia finchè non ci provi! Questo approccio è vincente (si dimostra coinvolgimento) e sfidante (il datore di lavoro non se l’aspetta e capisce che ha davanti una persone che si impegna e ci mette del suo, non è solo uno che “esegue e basta”) ed è un modo rapido per proseguire nel miglioramento, apprendimento, coinvolgimento.

Qualcuno obietterà: “ma sul posto di lavoro non vogliono persone che pensano e siano proattivi!” Non è vero, non è ovunque così, e se è così, meglio scoprirlo subito e cercare altrove anzichè restare nella mediocrità. No?

SOUNDCHECK: UNO, DUE, PROVA!

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I musicisti prima dei concerti fanno un sound check per accordare gli strumenti, provare i volumi dei microfoni, mettere a punto gli ultimi dettagli prima di presentarsi al pubblico. A che serve? Ad assicurarsi che gli strumenti siano accordati, che i volumi siano giusti, che il concerto sia una festa e un successo per tutti. Ma noi, facciamo mai un sound check?

Nel nostro mondo tendiamo a buttarci, senza paracadute, convinti che il solo fatto di avere in mano qualcosa di buono (una laurea brillante, un’idea rivoluzionaria, una soluzione innovativa, una bella canzone) possa bastare. Ma poi non è così. Possibile che piccoli dettagli mandino all’aria grandi piani? E se è così, quante volte ci è capitato e non ce ne siamo nemmeno accorti?

Forse una buona abitudine sarebbe quella di fare anche noi un sound check prima di andare in scena. Quando stendiamo un piano, è meglio fare delle prove di “fattibilità” prima di lanciarsi nel vuoto, chiedere feedback a chi ne sa di più (forse amici e parenti sono i meno adatti, meglio professionisti più grandi di noi), e poi fare dei check del progetto dopo 1, 2, 3, 6, 12 mesi.

Un’idea vincente è fatta davvero di sola sostanza o la forma è ormai definitivamente più importante della sostanza? Sicuramente la forma arriva prima della sostanza.

IMPARARE AD ESPRIMERSI

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Uno dei miglioramenti per il proprio futuro è imparare ad esprimersi. L’importanza di far arrivare a chi ci ascolta i nostri pensieri e sentimenti, senza urlare. Mi vengono in mente certi prof. che proprio non erano in grando di raggiungere la mente e il cuore di noi studenti e certi bambini assolutamente chiari nel loro linguaggio confuso dei primi anni.
Molti giovani si sentono impacciati perchè non sanno esprimersi come altri, magari altri che hanno studiato di più. E questo è autolimitante e spesso, per fortuna, falso.

Esprimersi vuol dire riuscire a trasmettere quello che si ha dentro. E l’unico modo per capire se si è davvero capaci o no e quindi migliorare è buttarsi, provare e poi chiedere un feedback a chi ti ha ascoltato. Capisci subito se il tuo messaggio è arrivato a destinazione.

E le parole, in tutto questo, saranno sempre in secondo piano rispetto alle emozioni che sai trasmettere. Abbi fiducia!

PUNTI DI FORZA

tumblr_mqpz19Qxrg1s9w5l0o1_500L’estate è il periodo migliore per fermarsi a riflettere, approfondire, ripartire. Più delle feste di Natale: il vero capodanno è il primo settembre. Quindi è il momento giusto per fare nuove esperienze e andare alla scoperta di sè. In previsione di scelte importanti per il proprio futuro vale la pena concentrarsi sui propri punti di forza, sia nel trovarli (molti dicono di non averne, ma non è mai così) che nell’esaltarli (metabolizzandoli, mettendoli alla prova, dimostrandoli).

Partiamo con qualcosa di facile:

1) Elenca 3 aspetti di te con cui gli altri ti identificano positivamente;

2) Valuta se questi aspetti ti hanno mai dato vantaggi (nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni con gli altri, nel perseguire degli obiettivi). Se non ti hanno dato vantaggi reali, pensa ad altri 3 aspetti.

A questo punto considera gli aspetti identificati e rifletti se:

1) secondo te sono realmente positivi e utili (allora vai! Costruisci la tua strada con determinazione);

2) non ti sembrano granchè (però visto che gli altri ti stanno apprezzando perchè non fidarsi?);

3) pensi che siano altre le caratteristiche che contano e tu non le possiedi (questo punto di vista merita un approfondimento più specifico e personale. Potresti contattarmi e condividere quello che ti sta succedendo).

PER IL FUTURO SERVONO I TUOI PUNTI DI FORZA, NON DI DEBOLEZZA.

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