il mio domani

Home » Posts tagged 'cambiamento'

Tag Archives: cambiamento

UNA NUOVA IMPRESA? WOOD DEMON

wood demon

Cosa vuol dire fare impresa oggi? Come nasce qualcosa da zero? E’ possibile che nel 2014 esistano nuove idee che hanno un mercato anche senza essere start up tecnologiche?

Wood Demon è una di queste e un video (clicca qui) dà un assaggio dell’idea e della filosofia che ci stanno dietro.

Annunci

REINVENTA TE STESSO

941940_10151578112572305_279267562_n

L’uomo sopravvive perchè sa cambiare, ad ogni età, seppur con intensità differenti.

E il cambiamento non nasce dalla riflessione pensosa e teorica, nasce dall’incontro col mondo lì fuori, con il dialogo, con la lettura, con la visione di luoghi nuovi, persone nuove, pensieri nuovi.

Sembra quasi che il cambiamento nasca dal cambiamento, un gioco di azione e reazione.

E questa storia ne è l’ennesima prova.

Buon cambiamento a chi non sta bene!

 

 

NON VOLTARTI INDIETRO

Immagine
 
Sento storie di giovani che vanno all’estero e disegnano con soddisfazione una loro strada professionale e affettiva (matrimonio, casa, lavoro a tempo indeterminato, buon guadagno…) e poi, alla nascita di un figlio pensano di ritornare in Italia per dare al figlio “tutto quello che ho avuto io”. Argomento delicato, delicatissimo, ma mi chiedo se ha veramente senso questa inversione di rotta. E se quello che si è avuto in gioventù, da cui comunque si è scappati, sia davvero il meglio da offrire ad un figlio. Comprendo quelli che sono tornati in Italia a seguito di esperienze negative all’estero, ma chi ha avuto un’esperienza positiva, perchè si volta indietro? Scegliere l’instabilità, l’incertezza, le difficoltà, l’immobilismo per un presunto benessere, un amarcord dei propri ricordi, è davvero un’opzioni valida per il benessere del proprio figlio, della famiglia e di se stessi? Spingersi più in là, scoprire nuovi paesi non solo per turismo giovanile ma per cercare un luogo migliore per sè e per i propri cari, è una scelta di vera maturità.
 
Il benessere non è soltanto misurabile in termini di guadagno come negli anni 80-90, il benessere è la qualità della vita, reale, tangibile, diffusa.
Il benessere passa per i servizi e le strutture che un luogo offre, l’attenzione ai cittadini, soprattutto bambini, anziani e coppie giovani, si misura con i progetti sociali e culturali, con l’attenzione per l’ambiente e la meritocrazia sul posto di lavoro. Tutto questo è ben-essere e ben-vivere, tutto questo sono valori e concetti preziosi a cui noi tutti dovremmo aspirare, cercare, afferrare, fare nostri e non voltarci indietro.
Torneresti in una situazione arretrata? E perchè mettere tuo figlio nelle stesse condizioni?

NUOVE AMICIZIE, NUOVE CONOSCENZE, NUOVI ORIZZONTI

19093_10152420770520506_11286872_n

Estate periodo di nuove amicizie, soprattutto se si sta passando dalle superiori all’università o dall’università al lavoro. Nuove amicizie uguale nuovi contatti, nuove porte, nuove opportunità. Nel mondo del lavoro si chiama networking, “fare rete”, tessere relazioni. Quanto sei bravo in questo? E che immagina hanno gli altri di te?

Nel coltivare nuove relazioni puoi avere nuovi spunti per capire te stesso, metterti alla prova o farti apprezzare per quello che sei e quello che fai.

Che fare quando il tuo network è fatto di persone e conoscenze che non possono aprirti nessun orizzonte nuovo? Meglio cambiare orizzonte e allargare le compagnie.

1) parti dai social media: una volta che hai messo a fuoco quali argomenti ti interessano, cerca tra i contatti che già hai e vedi se quacuno è interessato a qualcosa che vorresti approfondire;

2) partecipa attivamente: visto che d’estate il tempo non manca, cerca su google se esistono luoghi, eventi o occasioni di incontro sul tema che più ti interessa e organizzati per partecipare. Nessuno ti verrà a cercare a casa, meglio uscire e incontrare nuove persone dal vivo;

3) approfondisci e testa i nuovi contatti: in questo periodo dell’anno hai il tempo materiale per sviluppare le nuove amicizie, verificare eventuali indicazioni e informazioni che ottieni, approfondire argomenti di interesse comune.

L’estate è anche questo, ricaricarsi, aprirsi, ripartire.

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI

225204_10151438792757305_892733994_n

Tempi di esami, tempi di consegne finali e di scelte cruciali.

Una delle preoccupazioni più frequentemente riscontrate è la paura di non farcela, di non essere all’altezza, di perdere tempo nella scelta del proprio futuro. L’osservazione più immediata su questo timore è anche la più sensata: se non sbagli ora quando? tutti i giorni si può sbagliare e si può agire per il meglio, ma solo chi è disposto a provare può alzarsi e correre.

Ogni volta che ci troviamo davanti ad una difficoltà siamo come un bambino che impara a muovere i primi passi, tra incoscienza, piccoli lividi e voglia di scoprire. Solo provandoci, solo cadendo e rialzandoci possiamo andare avanti.

Per superare al meglio delle proprie forze ogni esame, prova o sfida, 3 azioni diventano quindi cruciali:

1) agire, pur essendo disposti a sbagliare;

2) collaborare, perchè da soli tutto è più gravoso;

3) concentrarsi, sui punti di forza e non sui punti di debolezza.

RICOMINCIARE DA CAPO DOPO L’UNIVERSITA’

ricominciareAlcuni mi chiedono se questo blog può avere senso anche per chi ha passato il periodo del diploma da un po’. Certo che sì. Purtroppo sì. Perchè a volte è un po’ come ricominciare, a volte è proprio un cominciare da zero, anche se con il titolo in tasca.

Avete mai visto quelle case addobbate con i palloncini e i nastri rossi? Sono le case dove si festeggia un neo laureato, si festeggia l’aver conquistato qualcosa. Ma forse si sa poco di quanto questo qualcosa sia poco definitivo e soprattutto poco risolutivo.

Quando si ha già il titolo in tasca e ci si rende conto di aver sbagliato strada, reindirizzarsi richiede uno sforzo differente rispetto a orientarsi.

1 – fermarsi a riflettere, cercando di gestire anche il senso di frustrazione e il senso di colpa. In questi casi un coach può essere molto d’aiuto, sia per capire che alcuni errori sono tutt’altro che irrecuperabili (alcuni rafforzano!), sia per non perdere tempo, focalizzarsi velocemente su nuovi obiettivi, gestire le resistenze al cambiamento;

2 – impegnarsi per procurarsi un’entrata minima che paghi i conti mentre ci si sta ri-orientando. Non è il momento migliore per fare viaggi costosi o altre spese extra: è il momento di investire la propria energia sull’identificazione del futuro;

3 – condividere il momento così delicato partendo dall’ammettere a se stessi e ai propri cari, compresi quelli che hanno pagato gli studi fin qui, che si è commesso un errore di scelta e che l’obiettivo nuovo consiste proprio nel trovare la nuova via. Perchè condividere? Perchè sono le persone che al momento magari possono anche arrabbiarsi ma di certo sono quelli che possono dare una mano per davvero, perchè è un segno di rispetto, perchè essere soli in certi momenti cruciali non aiuta affatto. Inoltre, ammettere di sbagliare poi ha un grande pregio: fa piazza pulita di tanti pensieri negativi e lascia lo spazio per ripartire e accogliere novità.

E IO VADO ALL’ESTERO

leaving

Avete mai pensato di andare all’estero? Tra quelli che hanno fatto esperienze all’estero, quanti sono tornati e hanno trovato più soddisfazione in Italia che fuori?

Una volta decidere di bruciare la laurea e inventarsi un futuro diverso da quanto avevano pensato, progettato e preimpostato i genitori era un gesto rivoluzionario, oggi è rivoluzionario chi senza pensarci due volte parte per paesi sconosciuti per fare il lavoro che in Italia non gli fanno fare. Insomma, è rivoluzionario fare come i nostri nonni. Loro sono partiti per il Belgio, l’America, l’Australia, la Germania, noi potremmo partire per la Cina, il Vietnam, la Russia.

E’ proprio vero: la vita va per cicli.

Solo questa settimana ho salutato tre persone che stanno per raggiungere Paesi più o meno lontani dove possono fare ciò che amano fare, il lavoro per cui si sono preparati. E’ giusto? Non è giusto? Dipende direbbe qualcuno.

Se vai a fare l’architetto in un paese emergente perchè ti piace viaggiare allora sembra giusto, se vai all’estero perchè qui non ti assumono allora sembra ingiusto. Secondo me le cose dovrebbe essere viste da un’altra prospettiva: se il lavoro che vuoi fare ti piace veramente, vai dove sai di poterlo fare bene, imparare di più, crescere in esperienza e soddisfazione. Da questo punto di vista, non ci sono nè barriere nè confini, ci sono solo opportunità da cogliere. Se invece ragioni partendo dal fatto che ti sei laureato, sei italiano ed è giusto che tu adesso trovi lavoro qui, allora sarà un cammino lungo e poco piacevole. Ho incontrato molti professionisti adulti e molti neolaureati, la sensazione più evidente è la differenza tra chi ha non ha esitato ed è partito per mettersi alla prova creandosi nuovi orizzonti e chi si è impantanato tra pretese, ripicche e polemiche.

Non so se partire sia giusto o no, non so se valga per tutti indistintamente.

Io ho la valigia sempre pronta.

FARE E’ MEGLIO DI NON FARE

E’ il momento di qualcosa di autentico, concreto, attivo.
C’è stato il tempo di giocare e il tempo di essere fan, il tempo della moda e dell’Iphone, c’è stato tanto tempo per fruire, consumare o immedesimarsi in qualcosa, adesso è il tempo più bello, quello di essere se stessi, scegliere per sè. Ci sono stati anni di consumo consumo consumo, adesso è il tempo del creare, fare, inventare; anni di strade già segnate, rassegnazione e vite già programmate, adesso occorrono nuove idee, nuove forze, nuove visioni. Anzichè farti convincere a fare qualcosa, comprare qualcosa, consumare qualcosa, adesso puoi fare qualcosa (di te), creare qualcosa (per te), offrire qualcosa (agli altri). Adesso è il tempo dei cambiamenti e aspettare non fa bene, attendere è una scelta secondaria.

In questo tempo, fare è meglio di non fare.

COMPETIZIONE

COMPETIZIONE

Prima ancora che con gli altri, la competizione è con te stesso.
La grande sfida è diventare migliore giorno dopo giorno, punto per punto.

IL PUNTO DI PARTENZA E’ QUESTO

Il punto di partenza è questo: il mondo sta cambiando, ci sono bisogni nuovi all’orizzonte e ci sono vecchi oggetti e vecchi servizi che non servono più a nessuno. Nel cambiamento in cui siamo inseriti, nella globalizzazione in cui ci troviamo e di cui tutti godiamo (seriamente, guardiamo le etichette e la provenienza dei prodotti e servizi che ogni giorno usiamo prima di dire no), la domanda giusta da farsi è: io chi voglio essere? Che ruolo voglio avere in tutto questo? Come voglio essere utile? Quali problemi so risolvere? A chi posso essere utile? A chi possono essere utili le mie esperienze? A chi servono i miei studi? Il mondo cambia e se vogliamo far parte del cambiamento occorre porsi certe domande. Anche e soprattutto se vogliamo modificare questo cambiamento e renderlo più bello, più umano, più vivibile, più equilibrato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: