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RESPONSABILITA’

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Pochi tratteranno questo tema parlando di orientamento e soprattutto pochi sono gli strumenti a disposizione dei ragazzi per imparare a prendersi responsabilità. E non sto parlando di responsabilità nei confronti di persone, animali od oggetti (questo è il tipo di responsabilità di cui parlano sempre i genitori, no?). Sto parlando di responsabilità di un progetto, una sfida, un risultato da raggiungere. E poi la responsabilità più grande: di fallire o riuscire. Perchè parlo di questo? Perchè il mondo del lavoro è sempre più diviso tra chi si prende la responsabilità e chi no. Da ragazzi non ci si pensa eppure quelli che vediamo arrivare in alto sono quelli che si prendono le responsabilità: 1, 10, 1000, sono quelli che alzano l’asticella sempre un po’ più in alto, quelli che raccolgono le sfide perchè sanno che in cima alla montagna c’è la ricompensa al loro sforzo. E’ la differenza che passa tra guadagnare il minimo per un’ora di lavoro e guadagnare cifre elevate per la stessa ora. A parità di formazione!

Oggi abbiamo tanti laureati, è vero, come è vero che la laurea non da un lavoro e non ci garantisce, quando lavoriamo, avanzamenti automatici. Solo prendendoci responsabilità possiamo crescere. Meglio quindi iniziare il prima possibile a metterci la faccia per qualcosa. Una responsabilità, un obiettivo concreto, misurabile, non un semplice ideale. Sarà uno degli investimenti migliori per il futuro.

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CREATIVITA’

UN APPROCCIO VINCENTE

Quando da giovani ci troviamo sul posto di lavoro spesso tendiamo a viverlo in maniera ideologica, di contrapposizione con gli altri, spesso con il datore di lavoro o colleghi più grandi, avvertiamo la sensazione di grigiore, bruttura. Una diffidenza che nasce dalla paura per il nuovo ambiente, paura che può dare frutti negativi anche a lungo termine.

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Un approccio efficace nei confronti dei superiori invece dovrebbe essere di questo tipo: “dimmi cosa c’è da fare, dimmi qual’è il risultato che vuoi da me, dimmi cosa vuoi in più da me” e poi a fine giornata tornare dal datore di lavoro e dire “facciamo due parole: su quello che ci siamo detti stamattina come ti sembra sia andata? posso fare meglio?”. Sembra fantasia, sembra assurdo no? Ma ci avete mai provate? E’ fantasia finchè non ci provi! Questo approccio è vincente (si dimostra coinvolgimento) e sfidante (il datore di lavoro non se l’aspetta e capisce che ha davanti una persone che si impegna e ci mette del suo, non è solo uno che “esegue e basta”) ed è un modo rapido per proseguire nel miglioramento, apprendimento, coinvolgimento.

Qualcuno obietterà: “ma sul posto di lavoro non vogliono persone che pensano e siano proattivi!” Non è vero, non è ovunque così, e se è così, meglio scoprirlo subito e cercare altrove anzichè restare nella mediocrità. No?

IMPARARE AD ESPRIMERSI

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Uno dei miglioramenti per il proprio futuro è imparare ad esprimersi. L’importanza di far arrivare a chi ci ascolta i nostri pensieri e sentimenti, senza urlare. Mi vengono in mente certi prof. che proprio non erano in grando di raggiungere la mente e il cuore di noi studenti e certi bambini assolutamente chiari nel loro linguaggio confuso dei primi anni.
Molti giovani si sentono impacciati perchè non sanno esprimersi come altri, magari altri che hanno studiato di più. E questo è autolimitante e spesso, per fortuna, falso.

Esprimersi vuol dire riuscire a trasmettere quello che si ha dentro. E l’unico modo per capire se si è davvero capaci o no e quindi migliorare è buttarsi, provare e poi chiedere un feedback a chi ti ha ascoltato. Capisci subito se il tuo messaggio è arrivato a destinazione.

E le parole, in tutto questo, saranno sempre in secondo piano rispetto alle emozioni che sai trasmettere. Abbi fiducia!

VIAGGIARE

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Ci sono tanti modi per accrescere le proprie conoscenze e capire noi stessi, certamente viaggiare aumenta il nostro orizzonte. Ma perchè il viaggio sia un’esperienza con la E maiuscola, di quelle che ci entrano sottopelle e ci formano l’anima e il carattere occorre il giusto bilanciamento tra:
– sapere cosa si sta cercando (obiettivi chiari, senza correre da un posto all’altro continuamente: meglio pochi ma buoni),
– lasciarsi trascinare dalla curiosità dell’esplorazione (la scoperta!),
– avere momenti di vuoto in cui metabolizzare l’esperienza nel momento in cui la vivi (la riflessione sul posto).


Questo viaggiare costruisce la persona che sei.

NUOVE AMICIZIE, NUOVE CONOSCENZE, NUOVI ORIZZONTI

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Estate periodo di nuove amicizie, soprattutto se si sta passando dalle superiori all’università o dall’università al lavoro. Nuove amicizie uguale nuovi contatti, nuove porte, nuove opportunità. Nel mondo del lavoro si chiama networking, “fare rete”, tessere relazioni. Quanto sei bravo in questo? E che immagina hanno gli altri di te?

Nel coltivare nuove relazioni puoi avere nuovi spunti per capire te stesso, metterti alla prova o farti apprezzare per quello che sei e quello che fai.

Che fare quando il tuo network è fatto di persone e conoscenze che non possono aprirti nessun orizzonte nuovo? Meglio cambiare orizzonte e allargare le compagnie.

1) parti dai social media: una volta che hai messo a fuoco quali argomenti ti interessano, cerca tra i contatti che già hai e vedi se quacuno è interessato a qualcosa che vorresti approfondire;

2) partecipa attivamente: visto che d’estate il tempo non manca, cerca su google se esistono luoghi, eventi o occasioni di incontro sul tema che più ti interessa e organizzati per partecipare. Nessuno ti verrà a cercare a casa, meglio uscire e incontrare nuove persone dal vivo;

3) approfondisci e testa i nuovi contatti: in questo periodo dell’anno hai il tempo materiale per sviluppare le nuove amicizie, verificare eventuali indicazioni e informazioni che ottieni, approfondire argomenti di interesse comune.

L’estate è anche questo, ricaricarsi, aprirsi, ripartire.

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI

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Tempi di esami, tempi di consegne finali e di scelte cruciali.

Una delle preoccupazioni più frequentemente riscontrate è la paura di non farcela, di non essere all’altezza, di perdere tempo nella scelta del proprio futuro. L’osservazione più immediata su questo timore è anche la più sensata: se non sbagli ora quando? tutti i giorni si può sbagliare e si può agire per il meglio, ma solo chi è disposto a provare può alzarsi e correre.

Ogni volta che ci troviamo davanti ad una difficoltà siamo come un bambino che impara a muovere i primi passi, tra incoscienza, piccoli lividi e voglia di scoprire. Solo provandoci, solo cadendo e rialzandoci possiamo andare avanti.

Per superare al meglio delle proprie forze ogni esame, prova o sfida, 3 azioni diventano quindi cruciali:

1) agire, pur essendo disposti a sbagliare;

2) collaborare, perchè da soli tutto è più gravoso;

3) concentrarsi, sui punti di forza e non sui punti di debolezza.

COLLOQUIO IN PAUSA PRANZO

Oggi ho pranzato a fianco a un colloquio di selezione, al bar. Non volevo ascoltare (!) ma non ho potuto farne a meno 🙂
E visto che si avvicina la bella stagione e alcuni di voi stanno pensando a qualche lavoretto estivo, approfitterei per 3 consigli di base per un buon colloquio. Soprattutto se non avete mai lavorato prima.

1) Un colloquio non è mai facile, anche quando il selezionatore ti mette a tuo agio devi stare attento a non essere troppo a tuo agio. Insomma, non puoi rilassarti eccessivamente, nei modi, nei termini, nelle parole. Devi mantenere la concentrazione durante tutto l’incontro (30-60 minuti).

2) Spegni il cellulare. Al selezionatore può capitare di ricevere telefonate e interrompere il colloquio, a te non deve capitare. E se il selezionatore è impegnato con una telefonata, non è il caso nè di ascoltare nè di chattare su facebook nel frattempo. Meglio restare in attesa distogliendo lo sguardo.

3) Vietato rispondere per monosillabi: se argomenti le tue risposte hai più chance. Ad esempio nel colloquio che si è svolto a fianco a me il selezionatore ha chiesto “dimmi tre tue caratteristiche” e la ragazza ha risposto “sono precisa, dinamica e flessibile”. Non vuol dire nulla detto così!, occorre spiegare queste caratteristiche con esempi, episodi, esperienze. Un colloquio non è come un’interrogazione a scuola, il selezionatore non cercherà di aiutarti per farti andare bene, non cercherà di strapparti le risposte di bocca. Valuterà quello che dici e quello che non dici. E ancor di più, come lo dici.

COMPETIZIONE #2

5  passi verso il miglioramento:

1 – Rispetta te stesso. Basta fare quello che gli altri pensano tu debba fare, basta fare finta che ti piaccia qualcosa quando non è così. Se non hai il coraggio di uscire allo scoperto probabilmente non è ancora il momento ma se ti concedi il tempo di approfondire quello che senti dentro, se ti concentri su te stesso e ti confronti con persone nuove con nuovi punti di vista da quelli dei tuoi soliti amici – amici? – allora poi sarai forte abbastanza per incominciare a rispettare te stesso e a seguire la tua strada.

2 – Rispetta gli altri. Seguire la tua strada non vuol dire sminuire le scelte o le idee altrui. Il tuo spazio d’azione finisce laddove inizia quello di chi ti sta vicino. Rispettalo e soprattutto, rispetta chi è venuto prima di te.

3 – Comunica meglio. Ehi! Non siamo forse nel mondo della comunicazione? Anche troppa dirà qualcuno, ok, ci sto, anche troppa, ma questo non vuol dire che siamo esonerati dal comunicare. E visto che non comunicare è impossibile e ognuno è sempre responsabile di quello che dice, se gli altri non ti capiscono, forse è anche perchè comunichi male le tue idee, no?

4 – Rispetta i tuoi impegni. Non importa quanto grandi o piccoli siano i tuoi piani, per realizzarli dovrai affrontare una serie di piccoli sfide che ti metteranno alla prova, gioie e dolori, ma sempre stimolanti. Rispetta i tuoi impegni e sarà il modo migliore per rispettare te stesso, gli altri e far sapere a tutti che tipo di persona sei.

5 – Ama. Ama quello che fai, quello che sei, chi ti sta accanto. Nessun risultato sarà soddisfacente se perdi una parte importante di te, dei tuoi interessi, dei tuoi affetti.

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