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MIKA E IL SEGRETO DEL SUCCESSO

mika

Ieri sera zapping televisivo, mi fermo su le Invesioni Barbariche della Bignardi e c’è Mika come ospite. Parte l’intervista della conduttrice e arriva un altro grande ospite, illustre italiano nel mondo, l’ottantasettenne Dario Fo.

Mika è visibilmente commosso, Fo felicissimo di incontrare questo giovane artista. L’intervista diventa un dialogo a tre.

Non so che cosa pensiate di Mika o di Dario Fo, sono indubbiamente due artisti riconosciuti, due persone che dall’ottica di noi spettatori sono lontani anni luce e invece scopri che l’uno si interessa dell’altro. Fo conosce le canzoni di Mika e Mika conosce e ha STUDIATO per 15 ANNI il lavoro di Fo.

Ecco, quando si pensa al segreto del successo c’è una parola che non viene mai menzionata, forse perchè così poco interessante o evocativa, ma assolutamente concreta: STUDIO. Mika ha talento, innegabile, ha un suo stile e un sua riconoscibilità eppure studia, studia studia studia altri artisti, lontanissimi da lui, perfino come linguaggio. E studia uno come Dario Fo.

Quanti dei grandi artisti italiani studiano il lavoro di uno come Dario Fo? Se penso al recente passato, noi italiani ci siamo distinti più per aver deriso Dario Fo che per averne compreso la valenza artistica. Che vergogna. Poi arriva uno come Mika e ci ricorda quanto è importante il nostro Made in Italy (sì, anche in campo artistico), quanto è ovvio continuare a studiare, anche se si è ormai affermati, quanto sia importante cercare ispirazione fuori dal proprio orticello. Non ci meravigliamo se poi ammiriamo gli stranieri.

COLLOQUIO DI LAVORO

Mentre preparo una serata per genitori ho le antenne dritte per cogliere spunti, avvertimenti e consigli da trasformare in utili linee guida. L’attualità di certi articoli (vedi link) mi riporta indietro con la memoria ad altre situazioni già raccontate in questo blog (vedi il post “VITA VERA”), situazioni che girano tutte attorno ad un unico tema: insicurezza dei ragazzi ed eccesso di pretezione da parte dei genitori.

Tutti sappiamo che il miglior modo perchè un bimbo si ammali è tenerlo sempre eccessivamente protetto dal freddo, coperto o al coperto: appena mette il naso fuori di casa o si toglie il berretto si prende un accidente. Allo stesso modo, proteggere e accompagnare per mano un figlio in situazioni dove la maturità viene dedotta anche dal comportamento e dall’approccio, non è certamente un giusto modo di aiutare il proprio figlio. Sto parlando dell’esame di maturità, delle prove all’università o dei colloqui di lavoro: cari genitori, se sono abbastanza grandi per votare, guidare ed essere responsabili delle proprie azioni, non sono forse abbastanza grandi per uscire di casa da soli diretti verso i “loro” momenti di vita e di crescita?

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