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Monthly Archives: agosto 2013

COINVOLGIMENTO E CONDIVISIONE

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Ho un’amica che mi sta parlando di una nuova avventura in cui si vuole lanciare, un blog, un blog molto personale. Non è un’aspirante scrittrice nè una fotografa, è semplicemente una persona calda e solare che vuole condividere alcuni concetti sull’alimentazione e i comportamenti “bio” che giorno dopo giorno sta scoprendo e amando. E semplicemente vuole trasmetterli a…chi li vorrà ricevere.

Cosa ne nascerà? Chi lo sa! Le strade sono ampie e varie ma una cosa è certa: mettere passione e tenacia in quello che si fa è fondamentale, aggiungervi la capacità di coinvolgere e aver voglia di condividere con gli altri sono 2 requisiti altrettanto basilare nel 2013.

Non si fa più nulla da soli, l’uomo non è un’isola e il dialogo/confronto con gli altri aiuta tutti, condividendo conoscenze, esperienze, idee. L’unione fa la forza, in ogni progetto.

COSA VUOL DIRE ANDARE ALL’ESTERO?

485175_10151420934662305_1313628850_nTempo d’estate, ho salutato un altro giovane amico in patenza per una grande capitale mondiale per un ciclo di colloqui di lavoro cercando di avere successo e soddisfazione con il proprio mestiere di grafico fino ad oggi mortificato in Italia. Mi è tornata alla mente una giovane laureata in Antropologia che all’interno di un dibattito organizzato in un liceo ha evidenziato come altrove questo mestiere sia “riconosciuto” mentre in Italia sembra che nessuno sappia nemmeno cosa sia.

I due episodi non sono così distanti.

Molti ragazzi mi chiedono se è giusto che debbano andare all’estero per lavorare, ma io credo che il discorso anzichè arenarsi nella sciocca pretesa secondo cui “io sono italiano e il lavoro devo trovarlo in Italia” dovrebbe essere portato su di un altro livello: o scegli di essere laddove il tuo studio e il tuo lavoro servono (ovunque sia, anche in Italia!) o scegli uno studio/lavoro richiesto nel territorio che hai prescelto come tuo luogo di vita. Personalmente trovo la seconda via impervia anche se all’apparenza sembra la più facile mentre la prima potrebbe riservare molte sorprese positive oltre che garantire una crescita umana e professionale. Ad ognuno la sua scelta.

SCEGLIERE L’ATENEO

Leggo righe su righe in cui si parla di università, classifiche tra atenei, metodi di valutazione, sistemi di condivisione, commenti ed esperienze. Sinceramente? Mi sembra lascino il tempo che trovano. Mi spiego. Sono in vacanza, in un albergo di cui mi hanno parlato molto bene e di cui ho letto ottime recensioni. A me finora é parso un normale 3 stelle, nulla di eccezionale. Inoltre, di servizi per i bimbi nemmeno l’ombra, eppure sono tutti cosí cortesi e disponibili esattamente come vorrei, ma come si fa a trasmettere questa cortesia sul sito internet dell’albergo? D’altro canto siamo in una regione turistica che vanta un’enorme offerta di iniziative per famiglie e in particolare per i più piccoli. Già, peccato che a ben vedere l’offerta é per bimbi più grandi della mia che ha solo un anno. Che fregatura. Insomma, mi sento un po’ come uno studente al primo anno: leggo classifiche, guardo siti, sfoglio i commenti degli studenti più grandi e non mi immedesimo in nessuno. Alla fine quello che conta è il mio giudizio, deve andare bene a me e deve essere l’università giusta rispetto al mio obiettivo più alto.
ANDARCI DI PERSONA negli atenei che più interessano è la via migliore per scegliere: come fare una gita di un giorno in una località turistica per poi decidere se è lì che vorrai andare a trascorrere le vacanze. Altrimenti il rischio di partire col piede sbagliato è forte.

GIOCO DI RUOLO #2, DI CHE STOFFA SEI FATTO?

971570_10151620431167305_874865996_nSe nel precedente post abbiamo visto come ad ogni ruolo corrisponde un grado variabile di: 1) capacità di guidare e influenzare gli altri, 2) capacità di visione e immaginazione, 3) autonomia, 4) proattività, 5) capacità di raggiungere un obiettivo prefissato, 6) dipendenza dagli altri, ora è utile capire che questi fattori si combinano in maniera differente secondo i principali ruoli che si possono ricoprire.

A prescindere dal settore o dagli studi (non mi stancherò mai di ripeterlo) i ruoli sono 4 e sono sempre gli stessi:

1) imprenditore: chi tende a perseguire una propria idea di business, è pronto ad accollarsi il rischio imprenditoriale, sa che per realizzare il proprio obiettivo ha bisogno del lavoro altrui, di mezzi e strumentazioni (alta capacità di guidare e influenzare gli altri, alta capacità di visione e immaginazione, buona capacità di raggiungere un obiettivo prefissato, buona proattività, bassa autonomia, bassa dipendenza dagli altri)

2) autonomo: chi esercita una professione derivante da un titolo conseguito o da una specializzazione, tende a lavorare da solo e a trattenere per sè il know how del proprio mestiere (alta proattività, alta autonomia, buona capacità di visione e immaginazione, buona capacità di raggiungere un obiettivo prefissato, bassa capacità di guidare e influenzare gli altri, bassa dipendenza dagli altri).

3) collaborativo/tecnico: chi è esperto in un ambito utile ad un gruppo di lavoro, all’interno di una azienda, uno studio professionale o una organizzazione, il suo lavoro tende al miglioramento della qualità del lavoro del gruppo o serve all’ampliamento delle aree di business (alta proattività, buona capacità di visione e immaginazione, buona autonomia, buona dipendenza dagli altri, bassa capacità di guidare e influenzare gli altri, bassa capacità di raggiungere un obiettivo prefissato).

4) dipendente/esecutivo: chi esegue un lavoro in maniera non esclusiva al’interno di un gruppo di persone, un’azienda, uno studio o una organizzazione senza accollarsi una particolare responsabilità della riuscita dell’impresa (alta dipendenza dagli altri, buona capacità di raggiungere un obiettivo prefissato, bassa capacità di guidare e influenzare gli altri, bassa capacità di visione e immaginazione, bassa proattività, bassa autonomia).

Nel momento della scelta, imparare a collocarsi in uno di queste posizioni è molto utile per POI pensare cosa studiare o come specializzarsi.

GIOCHI DI RUOLO

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Lavorando con gli adulti alcune riflessioni tornano spesso, ad esempio il rapporto tra ruolo e soddisfazione personale. Come dire…. non tutti amano avere le responsabilità del capo o lavorare in squadra, non tutti sono interessati al successo ad ogni costo, per esempio.

Ognuno ha il suo ruolo e nel proprio ruolo trova la sua soddisfazione; ad ogni ruolo corrisponde un grado variabile di:

– capacità di guidare e influenzare gli altri,

– capacità di visione e immaginazione,

– autonomia,

– proattività,

– capacità di raggiungere un obiettivo prefissato senza mollare,

– dipendenza dagli altri, dal gruppo.

 

Tutto  questo a prescindere dagli studi che si fanno e dal settore che si sceglie.

E tu? Per ciascuna di queste voci, da 1 a 10 che punteggio ti dai?

GIOCANDO SI IMPARA

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I bambini apprendono attraverso il gioco, gli adulti non sono da meno, solo che tendono a dimenticarlo.
L’estate è ideale per giocare, sperimentare, provare novità.
se penso al gioco penso anche a parole come gara e squadra, a scelte di coraggio, avventura, cura o esplorazione, ordine o confusione. Ma soprattutto penso al ruolo personale che via via si va definendo.
Ami gareggiare? Ami la competizione? Con te stesso o con gli altri? Il gioco di squadra o la sfida uno a uno?
Definire se stessi è uno dei passaggi più stimolanti: ognuno ha il suo ruolo, trovarlo è un viaggio bellissimo.

PUNTI DI FORZA

tumblr_mqpz19Qxrg1s9w5l0o1_500L’estate è il periodo migliore per fermarsi a riflettere, approfondire, ripartire. Più delle feste di Natale: il vero capodanno è il primo settembre. Quindi è il momento giusto per fare nuove esperienze e andare alla scoperta di sè. In previsione di scelte importanti per il proprio futuro vale la pena concentrarsi sui propri punti di forza, sia nel trovarli (molti dicono di non averne, ma non è mai così) che nell’esaltarli (metabolizzandoli, mettendoli alla prova, dimostrandoli).

Partiamo con qualcosa di facile:

1) Elenca 3 aspetti di te con cui gli altri ti identificano positivamente;

2) Valuta se questi aspetti ti hanno mai dato vantaggi (nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni con gli altri, nel perseguire degli obiettivi). Se non ti hanno dato vantaggi reali, pensa ad altri 3 aspetti.

A questo punto considera gli aspetti identificati e rifletti se:

1) secondo te sono realmente positivi e utili (allora vai! Costruisci la tua strada con determinazione);

2) non ti sembrano granchè (però visto che gli altri ti stanno apprezzando perchè non fidarsi?);

3) pensi che siano altre le caratteristiche che contano e tu non le possiedi (questo punto di vista merita un approfondimento più specifico e personale. Potresti contattarmi e condividere quello che ti sta succedendo).

PER IL FUTURO SERVONO I TUOI PUNTI DI FORZA, NON DI DEBOLEZZA.

NUOVE AMICIZIE, NUOVE CONOSCENZE, NUOVI ORIZZONTI

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Estate periodo di nuove amicizie, soprattutto se si sta passando dalle superiori all’università o dall’università al lavoro. Nuove amicizie uguale nuovi contatti, nuove porte, nuove opportunità. Nel mondo del lavoro si chiama networking, “fare rete”, tessere relazioni. Quanto sei bravo in questo? E che immagina hanno gli altri di te?

Nel coltivare nuove relazioni puoi avere nuovi spunti per capire te stesso, metterti alla prova o farti apprezzare per quello che sei e quello che fai.

Che fare quando il tuo network è fatto di persone e conoscenze che non possono aprirti nessun orizzonte nuovo? Meglio cambiare orizzonte e allargare le compagnie.

1) parti dai social media: una volta che hai messo a fuoco quali argomenti ti interessano, cerca tra i contatti che già hai e vedi se quacuno è interessato a qualcosa che vorresti approfondire;

2) partecipa attivamente: visto che d’estate il tempo non manca, cerca su google se esistono luoghi, eventi o occasioni di incontro sul tema che più ti interessa e organizzati per partecipare. Nessuno ti verrà a cercare a casa, meglio uscire e incontrare nuove persone dal vivo;

3) approfondisci e testa i nuovi contatti: in questo periodo dell’anno hai il tempo materiale per sviluppare le nuove amicizie, verificare eventuali indicazioni e informazioni che ottieni, approfondire argomenti di interesse comune.

L’estate è anche questo, ricaricarsi, aprirsi, ripartire.

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