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Monthly Archives: luglio 2013

E SE VOLESSI FARE IL CREATORE DI EVENTI?

Ieri sera aperitivo con un vecchio amico, un’occasione un po’ per ritrovarsi e un po’ per fare il punto sulle difficoltà nel realizzarsi nel mondo dell’organizzazione e creazione di eventi artistici. Pochi minuti per riassumere una situazione molto diffusa tra chi si trova in questo ambito: tanta voglia di fare, tanti incontri per pensare progetti, poca analisi del ritorno sugli investimenti, pochissimo vero fundraising.

Siamo nel Paese della cultura eppure non abbiamo figure professionali adeguate per la realizzazione dei progetti. Cosa serve?

– costruire un gruppo di lavoro e dividersi i compiti (ognuno il suo ruolo, chi il commerciale, chi la stesura dei contratti e il controllo dei costi, chi la progettazione degli eventi, chi l’organizzazione, chi la comunicazione);

– formarsi presso società già esistenti nel settore (fare da soli fin dall’inizio fa impiegare più strada e più tempo per raggiungere – forse – lo stesso risultato; apprendere il mestiere non da autodidatta fa imparare l’arte delle relazioni e dello stringere accordi);

– non contare su fondi pubblici ma imparare a camminare economicamente con le proprie gambe (leggi: sponsor, bandi europei, fundraising, …).

E la proposta artistica? L’idea dell’evento? Il valore culturale-sociale dell’evento artistico? E’ qualcosa di importante, certo, ma verrà sempre dopo gli altri fattori. Lavorare nella creazione di offerta culturale e artistica vuol dire principalmente:

– capire cosa vuole la gente;

– fare un piano del progetto con un adeguato controllo dei costi;

– saper vendere il progetto a chi deve supportarlo economicamente;

– garantire il ritorno dell’investimento e il guadagno per sè e per gli altri che ci hanno investito tempo e denaro.

Ecco, chi davvero intende realizzare qualcosa in questo ambito,

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Come trovare lavoro (consigli americani)

Saranno anche consigli americani ma sono validissimi anche da noi. Sottoscrivo in pieno.

LA PRIMA GRANDE SFIDA

301_10151171055327305_752779600_nDialogando con una collega mi sono ritrovato a ragionare sulla differenza di ostacoli e punti di forza legati all’orientamento individuale di differenti generazioni. Nel frattempo, leggendo un articolo di Roberto Cotroneo su SETTE mi sono ritrovato su una frase:

“siamo davanti a tutto e non sappiamo più come arrivare a qualcosa perchè gli eventi ci arrivano addosso mentre noi stiamo fermi. E non sappiamo immaginarli”.

Oggi, tra social networks, media innovativi e smartphone tutto ci arriva senza che alziamo un dito, anzi…basta strisciare un dito su uno schermo. La fatica finisce qui. Scaricare è facile per cui prendiamo tutto senza scegliere realmente, accumuliamo dati e informazioni ma non le leggiamo nè le mettiamo in correlazione con noi stessi, il solo accesso ci da l’illusione del possesso, e tralasciamo il ragionamento. Anche le università ci arrivano tramite facebook, blog, forum.

Il primo momento in cui il mondo non viene a bussare alla nostra porta è quando arriva il tempo di affacciarsi sul lavoro. Quasi ci evita, spesso ci ignora. Allora ci rendiamo conto che l’avere avuto tutto a portata di mano prima ci ha disabituati a riflettere su cosa ci interessa, a cercare, a inventare nuove strade, a visualizzare una meta e disegnare la strada per arrivarci.

Pensare a cosa fare da grande è la prima vera sfida e va affrontata prima di scegliere l’università.

UN NUOVO TEST SULL’ORIENTAMENTO?

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Sul post precedente ho notato una cosa che non andava e l’ho detto, punto.

Il mio intento però è costruire, non distruggere, quindi provo a dire la mia su come vorrei un test sull’orientamento. Ehi! Se qualcuno di voi che legge sa che esiste già o sa come crearne uno, io dico…collaboriamo volentieri!

Come sviluppare un test sull’orientamento? Beh, io partirei da alcune considerazioni:

– per fare un buon orientamento si dovrebbero mettere in relazione tipologia di studi, settore di lavoro e professione;

– a volte i ragazzi sanno qual’è il settore in cui vogliono lavorare, a volte sanno quali studi vogliono fare a volte sanno qual’è il mestiere cui aspirano. Effettivamente faticano ad avere una visione d’insieme da queste 3 angolature.

Ecco, secondo me un buon test dovrebbe procedere così, “tridimensionalmente”, in modo da non restituire strade precostituite ma suggerire nuove visioni e nuovi orizzonti.

L’ASSURDITA’ DEI TEST SULL’ORIENTAMENTO

Quello sotto riportato è un test sull’orientamento che ho appena fatto, mi sono immedesimato in un giovane in cerca di orientamento e ho trovato questo gran portale sull’orientamento al lavoro che ha tutta la sembianza di qualcosa di istituzionale e importante. Ho fatto il test sull’orientamento seguendo discutibili domande e sotto potete vedere il quadro che ne è venuto fuori.

So perfettamente che a volte i risultati sono piuttosto fuorvianti rispetto alla percezione di sè o a quel che si fa ma ad impressionarmi è soprattutto la precisione nell’indicare quali mestieri posso fare: praticamente tutti, dall’avvocato al calzolaio al tecnico di laboratorio. Questo non è orientamento questo è confondere le idee.

 

Ecco il mio profilo! (secondo questo portale)

Tecnico

Ti piace leggere, aggiornarti costantemente sugli argomenti che ti appassionano, confrontarti con chi condivide i tuoi interessi. Hai un vocabolario ricco e sai destreggiarti fra le sfumature del linguaggio per esprimere quello che pensi. Non hai difficoltà a memorizzare molte informazioni e hai un’ottima capacità di sintesi.
Ti piace il lavorare con i dati e i numeri, ti trovi a tuo agio nel lavoro d?ufficio, ami soffermarti e curare i dettagli, perché sai che nel tuo lavoro sono proprio quelli che possono fare la differenza. Non senti il bisogno di autonomia: sei perfettamente in grado di prendere decisioni, quando serve, ma ti sta bene seguire le istruzioni degli altri. Per questo vieni riconosciuto come un ottimo partner all’interno di un lavoro d’equipe dove precisione, puntualità e costante consapevolezza del proprio lavoro e del proprio ruolo sono qualità indispensabili.

Attitudini
Precisione, metodo, puntualità e affidabilità

I settori da prediligere
Non sorprende che i tecnici si orientino spesso verso il mondo della meccanica, dell’ingegneria, della chimica e della fisica. Qui all’interno dei loro uffici e dei loro laboratori eseguono con calma e precisione analisi, elaborazioni di dati e informazioni, progettano e svolgono elaborazioni in base alle esigenze, i vincoli e le scadenze imposte dall’esterno. Nella pubblica amministrazione sono, impiegati e sportellisti ma anche funzionari che con metodo e costanza sbrigano pratiche e svolgono i compiti assegnati in modo affidabile e puntuale.
Ma sono anche nell’editoria e nella comunicazione, grafici e fotocompositori, nella logistica, magazzinieri e corrieri, nell’amministrazione, contabili e ragionieri ecc…

Alcune professioni consigliate
Agronomo, Avvocato. Calzolaio, Consulente aziendale, Consulente del lavoro, Designer orafo, Direttore di albergo, Disegnatore progettista con sistemi cad-Cam, Webmaster, Veterinario. Restauratore, Responsabile della logistica, Redattore editoriale, Viticultore, Pedagogista, Pediatra, Perito agrario, Perito assicurativo, Orafo, Manager dello spettacolo, Media planner, Operatore di ripresa, Operatore informazione nei servizi sociali, Informatore scientifico, Heritage promoter, Fund raiser, Fotoreporter, Enotecnico, Account, Infermiere, Doppiatore, Operatore di agenzia di viaggi, Responsabile contabilità industriale, Responsabile degli acquisti, Responsabile del bilancio, Operatore di orientamento, Operatore di servizi per l’impiego, Tecnico di laboratorio biomedico, Programmatore turistico, Broker dell’assicurazione.

SAPER FERMARSI A RIFLETTERE

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negli ultimi giorni non ho postato nulla, forse avrei dovuto ma non ho voluto forzarmi la mano, sono stato più concentrato a capire come far evolvere questo progetto. Mi sono chiesto se fosse giusto, se non avessi dovuto continuare a scrivere e postare e non pensare a nulla. Qualcuno mi dice vai avanti, la soluzione verrà da sè.

Io però penso che a volte bisogna avere la testa per fermarsi e cercare di capire quale direzione vuoi prendere, smettere di fare qualcosa che prima facevi quasi in automatico per vedere se poi vuoi ancora fare quella cosa. Allontanarsi per ritornare e tornare con nuove idee.

E mi sono pure confrontato, con amici cari e nuovi conoscenti e continuerò a farlo perchè credo che il confronto sia sempre salutare per controllare che tutto sia a posto e stia procedendo nella direzione che hai in mente.

In fondo che cosa faccio con Il Mio Domani? Cerco di far capire l’importanza di fermarsi a riflettere nei momenti in cui bisogna prendere delle decisioni importanti e non procedere a casaccio. Quanto può valere una riflessione fatta con cura e professionalità dinanzi alla possibilità di buttare via soldi e anni di studio?

5 minuti fa mi ha contattato un’altra ragazza che quest’inverno ha seguito un mio corso, non ci speravo più dopo tanti mesi e invece sono felice che mi abbia chiesto un incontro per orientarsi e diradare un po’ la nebbia tra i pensieri.

Qualcuno crede poco nell’utilità dell’orientamento individuale, io ci credo tantissimo perchè ne vedo i risultati e credo che i genitori siano d’accordo. Un po’ alla volta i punti si avvicineranno…

H-Farm Ventures: vincenti esperienze made in Italy

articolo interessantissimo…soprattutto per chi mi chiede “che cosa posso fare con una laurea umanistica?” e “ci sono settori che vanno meglio di altri?”

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Interessante iniziativa veneta nata nel 2005, H-Farm è un Venture Incubator che dimostra che si possono ancora trovare esempi positivi di sostegno a giovani intraprendenti sul territorio nazionale.

H-FARMH-Farm sostiene materialmente lo sviluppo di innovative start-up nei settori Web, Digital e New Media. Opera a livello internazionale attraverso  4 sedi dislocate a Cà Tron (Italia), Seattle (USA), Londra (Regno Unito) e Mombai (India).

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