il mio domani

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Monthly Archives: aprile 2013

SI DICE IN GIRO… #1

Generation jobless, il ritratto (impietoso) dell’Economist | La nuvola del lavoro.

E voi cosa ne pensate?

CIT. #3…

CIT. #3

“Impariamo molto più dalla delusione che dal trionfo”

(Adrian Anthony Gill, Scrittore)

CIT. #2

QUANTA INFLUENZA HANNO I MIEI GENITORI? #2

A volte l’influenza dei genitori e della famiglia è evidente, a volte è più sottile. In ogni caso c’è. Ci si vuole differenziare dai genitori, si vuole dimostrare loro qualcosa, si sceglie di lavorare con loro per comodità o per trovare solamente un modo per stare insieme un po’ di più (in quest’ultimo caso soprattutto quando si è cresciuti con genitori rapiti dal lavoro). A volte ci si identifica talmente con quello che fanno che sembra naturale voler partecipare e proseguire (così si affermano molte fortune e dinastie), a volte si sceglie di fare qualcosa di completamente diverso da loro per sottolineare la volontà di non voler vivere come loro. In ogni caso, si cerca di definire la propria identità.

Ecco, partirei da qua, perchè prima capisci come la pensi riguardo ai tuoi e alle loro scelte e prima ti sarà chiaro perchè stai scegliendo una strada od un’altra.

QUANTA INFLUENZA HANNO I MIEI GENITORI?

Quando incontro i ragazzi nei seminari sull’orientamento una delle prime domande che faccio è “che cosa pensano i vostri genitori di voi?” e loro mi rispondono di solito parlando di quale università vedono meglio per il futuro. Ma che risposta è? Al centro non c’è l’università, al centro c’è la persona, ci sei tu.

Il grande valore del poter parlare con i propri genitori è di avere un dialogo sincero con qualcuno che ti conosce da quando sei nato, suppergiù da 18 anni, che ti osserva quando dormi e quando ridi, quando sei incazzato per una sconfitta e quando sei soddisfatto per un risultato raggiunto. Anche se ti sembra di non aver mai trascorso molto tempo con tuo padre o tua madre, che non ci sia molto da dire, che avete vissuto vite separate, anche se ti sembra che non capiscano niente del mondo di oggi, tieni a mente: loro, nel mondo di oggi, ci vivono almeno quanto te. Loro qualcosa sanno, non tutto ma molto.

Se stai iniziando a domandarti cosa fare da grande inizia con un approccio intelligente: coinvolgi i tuoi.

IL MONDO INTORNO A TE

C’è una cosa che all’università non ti dicono e dopo invece ti servirà ed è questa: approfondisci. C’è una cosa che più di ogni altra ti indicherà il tuo orientamento ed è questa: fà attenzione a che cosa approfondisci.

Approfondisci, approfondisci tutto, vai al fondo delle cose, cerca, indaga, vai oltre la superficie dove tutti gli altri si accontentano di stare e inizia a raccogliere i tuoi indizi, va a toccare con mano quello che ti piace o credi che ti piaccia, solo così frontalmente potrai testare se senti o no l’emozione di cui vai cercando o parlando.

Ieri sono andato a visitare il nuovo spazio Vuitton a Venezia, un ‘opera complessa e raffinata. Premesso che a me piace il design, la moda e la relativa comunicazione, ognuno ha i suoi interessi ma ero felice di andarci con mia moglie che è architetto e di certe cose mastica ovviamente più di me. Alla fine della visita al flagship il parere è stato unanime: è sicuramente qualcosa da vedere, soprattutto per chi ha questo genere di interessi e li vuole coltivare. A volte cerchiamo lontano qualcosa che invece è intorno a noi e questo qualcosa va valorizzato, indagato e approfondito, appunto.

Se t’interessa l’architettura e l’interior designer e sei in zona, ti consiglio un paio d’ore in questo negozio; se t’interessa altro allora occhi aperti: intorno a te ci sono le prove dei tuoi interessi, sono piccoli tasselli che compongono il tuo puzzle per uscire dall’orientamento e prendere la tua strada. All’università non ti chiedono di approfondire e nemmeno di essere aggiornati su quello che ti accade intorno, ma appena esci viene dato per scontato.

CIT. #1

“Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio”

(Pietro Barilla, imprenditore)

IL PUNTO DI PARTENZA E’ QUESTO

Il punto di partenza è questo: il mondo sta cambiando, ci sono bisogni nuovi all’orizzonte e ci sono vecchi oggetti e vecchi servizi che non servono più a nessuno. Nel cambiamento in cui siamo inseriti, nella globalizzazione in cui ci troviamo e di cui tutti godiamo (seriamente, guardiamo le etichette e la provenienza dei prodotti e servizi che ogni giorno usiamo prima di dire no), la domanda giusta da farsi è: io chi voglio essere? Che ruolo voglio avere in tutto questo? Come voglio essere utile? Quali problemi so risolvere? A chi posso essere utile? A chi possono essere utili le mie esperienze? A chi servono i miei studi? Il mondo cambia e se vogliamo far parte del cambiamento occorre porsi certe domande. Anche e soprattutto se vogliamo modificare questo cambiamento e renderlo più bello, più umano, più vivibile, più equilibrato.

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